Disfagia

La deglutizione

Negli ultimi decenni si è compreso quanto la buona funzionalità della deglutizione orofaringea o “alta”- quella che coinvolge la bocca e la faringe, prima che il cibo sia convogliato in esofago –  sia importante nel mantenimento dello stato di salute. Nell’uomo, infatti, la via respiratorie e quella digestiva si incrociano a livello della faringe (figura 1). La laringe, con la propria chiusura, evita il passaggio di materiale alimentare nei polmoni, svolgendo quindi un ruolo sfinterico, filogeneticamente ancora più antico di quello vocale. Ciò avviene in meno di un secondo, richiedendo quindi la piena funzionalità del sistema. Nelle età più avanzate, ma soprattutto in un gran numero di patologie neurologiche, sia ad insorgenza acuta (Ictus) che in forme  degenerative (in particolare nelle fasi avanzate del Morbo di Parkinson) la minore efficienza contrattile della muscolatura coinvolta nella deglutizione orofaringea, rende meno efficiente il sistema, rendendo il transito del bolo più lento, ma, soprattutto, provocando la caduta di parte del bolo nelle vie respiratorie con il conseguente rischio di polmonite ab ingestis.

In tali condizioni è di fondamentale importanza, ai fini di una prevenzione secondaria, una accurata diagnosi foniatrica, mediante fibrolaringoscopia, eseguita durante l’assunzione di boli di diverse consistenze (un piccolo  fibroscopio flessibile viene introdotto dal naso per esplorare dall’alto i successivi atti deglutitori). Quando si osservi la presenza di ristagni in faringe o si osservi la penetrazione di parti del bolo nella via respiratoria si rende opportuna la presa in carico logopedica del paziente. Si tratta non solo di attività riabilitative volte al rinforzo della attività muscolare, ma anche di messa in atto di compensi sia posturali (ad. es. assunzione del cinùbo con il capo flesso, o ruotato da un lato, a seconda delle necessità) che reologici, ad esempio evitare cibi a doppia consistenza (la pastina in brodo è per esempio del tutto controindicata in presenza di disfagia), addensare il liquidi, scegliere preparazioni alimentari con caratteristiche di scorrevolezza ideali, e altro.

Il trattamento logopedico

Nei casi in cui sia stata confermata, attraverso esami strumentali, la difficoltà di deglutizione sarà opportuno intraprendere un ciclo di trattamento riabilitativo che permetterà, in primis, di rendere il paziente più autonomo dal punto di vista alimentare.

Il trattamento della disfagia neurogena

Nel caso di un evento acuto (Ictus) il trattamento prevede il rinforzo della muscolatura del tratto orofaringeo e la stimolazione della sensibilità residua in modo tale che il paziente gestisca, e quindi deglutisca con maggiore consapevolezza, il cibo che ha introdotto nella bocca. Si comincerà il trattamento sfruttando le capacità che il paziente ha conservato intatte a seguito dell’evento. Nel paziente neurologico in fase acuta precoce è importante che l’intervento logopedico sia di tipo olistico e comprenda, nell’ambito della gestione delle vie aereo digestive, anche interventi volti alla stimolazione dell’interazione del paziente con l’ambiente esterno. In questi casi l’intervento logopedico prevede, strategie multimodali per la stimolazione senso percettiva, di attenzione e concentrazione, del controllo del capo e del collo, della consapevolezza del proprio corpo e della coordinazione generale e settoriale.

Pero ogni singolo caso, verranno creati  esercizi specifici e si realizzeranno proposte terapeutiche volte al miglioramento della sensibilità e della funzionalità neuromuscolare degli organi preposti a ricevere, contenere ed elaborare il bolo sulla base di quanto emerso dall’osservazione clinica. Questi esercizi consistono in tecniche di stimolazione tattile, vibratoria e termica per i deficit di sensibilità di labbra, guance, lingua e palato ed esercizi attivi e passivi per la ridotta motilità labiale e la debole chiusura della rima labiale, per i ridotti movimenti di lateralizzazione mandibolare, la ridotta escursione, velocità e forza dei movimenti linguali e per la ridotta chiusura velo faringea.

Vengono anche fornite indicazioni di carattere generale riguardo la gestione del momento del pasto ed indicazioni riguardo particolari tecniche di deglutizione e posture facilitanti (del capo e del collo) da assumere. L’obiettivo delle metodiche da adottare durante l’alimentazione, a seconda del deficit riscontrato, è ottenere l’efficienza del transito oro-faringeo del bolo e una deglutizione senza aspirazione nelle vie aeree. E’ di notevole importanza anche istruire il paziente e i familiari che si prendono cura di lui sulle modalità di preparazione del pasto, preferendo certe consistenze piuttosto che altre, curando la viscosità (cioè il grado di attrito del bolo sulle pareti del canale alimentare), la temperatura, il sapore, il colore, l’appetibilità, il volume del bolo.

 In molti casi sarà necessario modificare anche la consistenza del cibo attraverso degli “additivi” utili a modificare gli alimenti previsti dal piano alimentare individuale : gli addensanti, i diluenti, i lubrificanti.

Il trattamento della disfagia nelle patologie degenerative

Nel caso di patologie degenerative, invece, sarà molto importante cercare di mantenere le competenze del paziente al momento della diagnosi, al fine di rallentare il più possibile l’insorgenza di complicazioni e di difficoltà nella gestione del pasto. Anche in questi casi si cercherà di mantenere il più possibile attive e funzionanti le strutture deputate alla deglutizione, utilizzando, in maniera personalizzata, gli strumenti e i compensi facilitanti. Il logopedista, in accordo col foniatra, sarà coinvolto nell’ambito di un piano di intervento multidisciplinare. Tale intervento prevede valutazioni diagnostiche e prognostiche, la progettazione di un intervento e la scelta degli ausili, nonché la gestione diretta della riabilitazione o del contenimento del deterioramento delle abilità del paziente. Gli ambiti della gestione foniatrico-logopedica della malattia degenerativa comprendono non soltanto la deglutizione e la respirazione del paziente ma anche la fonazione e la funzione comunicativa globale, in una visione clinica olistica.

I servizi dedicati alla disfagia:

DIAGNOSI

La diagnosi avviene attraverso diversi momenti:

  • Raccolta di un’anamnesi dettagliata delle condizioni cliniche del paziente
  • Osservazione del paziente durante il pasto
  • Esame fibrolaringoscopico (FEES)

CURA

Percorso riabilitativo mirato al recupero delle difficoltà deglutitorie attraverso

  • Terapia individuale
  • Terapia in presenza dei caregivers

PREVENZIONE SECONDARIA

Attraverso gli esami strumentali sarà possibile monitorare l’evoluzione della disfagia ed adeguare la terapia e lo stile di vita del paziente in base alle necessità.

L’equipe:

Voce in Riabilitazione si avvale, per i disturbi di deglutizione, del lavoro integrato tra le seguenti figure professionali:

FONIATRA

NEUROLOGO

LOGOPEDISTA

Il foniatra, il neurologo e il logopedista sono le figure di riferimento nel caso di un sospetto di disfagia neurogena. Il medico foniatra e il medico neurologo sono gli specialisti che effettueranno gli esami strumentali necessari per una corretta individuazione del problema e la successiva diagnosi. In accordo con il logopedista che partecipa durante lo svolgimento degli esami diagnostici, si realizzerà un piano di trattamento personalizzato e specifico che verrà periodicamente aggiornato al variare delle condizioni cliniche generali del paziente. Periodicamente verranno anche ripetuti gli esami strumentali al fine di una dettagliata e rinnovata visione dello stato del paziente.

Cosa offriamo:

Prima consulenza Logopedica gratuita

Destinatari:

Le attività inerenti la riabilitazione della deglutizione sono dedicate a:

  • Pazienti neurologici
  • Pazienti post-chirurgici